Franco Pomiato | La diarrea e la stipsi nei bambini
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La diarrea e la stipsi nei bambini

In questa pagina vengono trattati i seguenti argomenti:

la diarrea
la stipsi

 

La diarrea

 

PUNTI PRINCIPALI:

• LA DIARREA E` UN EVENTO CHE PUO` RICORRERE ABBASTANZA FREQUENTEMENTE NEI BAMBINI DOVUTO IN GENERE A VIRUS STAGIONALI.
• DA TENERE SOTTO CONTROLLO NON  TANTO IL NUMERO DELLE SCARICHE MA LA QUANTITA’.
• IL PROBLEMA PRINCIPALE SOPRATTUTTO NEL BAMBINO PICCOLO E` LA DISIDRATAZIONE.
• IN OGNI CASO LA PRIMA COSA DA FARE E` QUELLA DI REINTRODURRE I LIQUIDI ELIMINATIATTRAVERSO LE FECI SOMMINISTRANDO BEVANDE IDROSALINE SPECIFICHE O ALMENO ACQUA.
• SE HA FEBBRE ABBASSARLA COL SOLITO FARMACO CHE USATE IN TALI CASI. TENETE IL BAMBINO A DIETA SOPRATTUTTO IDRICA.
• SE HA FAME PROPONETEGLI CIBI IN BIANCO: RISO BOLLITO PATATA CAROTA MELA
• NON FORZATELO MAI A MANGIARE.
• COME AIUTO SI DANNO SOLO FERMENTI LATTICI PER UN DISCRETO NUMERO DI GIORNI

Clinica

La diarrea è un aumento del numero di scariche giornaliere con  una diminuzione della consistenza delle feci

Si può accompagnare (anche se non sempre) alla comparsa di altri sintomi tra cui

      • Nausea e vomito
      • Dolore addominale crampiforme
      • Febbre
      • Malessere generale

La diarrea acuta nel bambino può rappresentare a volte un disturbo transitorio, che tende a risolversi abbastanza rapidamente; altre volte invece, se notevole o prolungata, può provocare un’importante perdita di liquidi (disidratazione)

Nella maggior parte dei casi la diarrea acuta è provocata da infezioni (soprattutto virali; ma anche batteriche o parassitarie)

La cosidetta diarrea del viaggiatore solitamente è causata da infezioni batteriche.

Le più frequeni cause non infettive sono invece rappresentate dalla terapia con antibiotici o dall’abuso di lassativi.

Le caratteristiche delle feci possono essere differenti a seconda della causa che l’ha scatenata:
–        feci di colore verdastro sono tipiche del’infezione da Salmonella che in genere si associa a febbre

–        Diarrea dapprima semiliquida e poi liquida può spesso essere provocata da virus

–        Diarrea semiliquida con feci schiumose acide in un bambino piccolo in buone condizioni generali può essere dovuta ad un eccessivo apporto di zuccheri (diarrea fermentativa)

–        Feci semisolide con muco sanguinolento possono indicare una grave patologia (invaginazione intestinale)

–        Una diarrea persistente nel bambino deve far sospettare la presenza di problematiche importanti quali le fibrosi cistica o la celiachia

Prevenzione

È quasi impossibile che i bambini non siano mai colpiti dalle infezioni che causano la diarrea; però ci sono alcune regole da seguire per prevenirla, utili anche per gli adulti:

Accertatevi di lavare le mani spesso e bene, specialmente dopo essere andati in bagno e prima di mangiare. Lavarsi le mani è il modo più efficace per prevenire le infezioni che si diffondono tramite contagio da persona a persona. Le mani sporche portano i germi infettivi quando i bambini si mordicchiano le unghie, si succhiano il pollice, mangiano con le mani o mettono una qualsiasi parte delle mani in bocca.

Tenete pulite tutte le superfici del bagno: questo vi aiuterà a prevenire la diffusione dei germi patogeni.

Lavate a lungo e con cura la frutta e la verdura prima di mangiarle, poiché gli alimenti e pure l’acqua possono essere portatori di germi patogeni.

Lavate le superfici e gli utensili della cucina a lungo e con cura dopo che sono stati in contatto con la carne cruda, soprattutto con il pollame.

Mettete la carne in frigorifero il prima possibile quando la portate a casa dal supermercato e fatela cuocere bene, senza che rimangano zone rosse o rosa. Dopo i pasti, mettete in frigo gli avanzi il prima possibile.

Non bevete mai da ruscelli, sorgenti o laghi, a meno che le autorità sanitarie locali abbiano certificato esplicitamente che l’acqua è potabile. In alcuni paesi in via di sviluppo, potrebbe rivelarsi più sicuro bere solo acqua in bottiglia e altre bevande confezionate invece dell’acqua del rubinetto. Inoltre, fate attenzione quando comprate cibi preparati dai venditori ambulanti specialmente se nessuna autorità sanitaria locale presiede alle operazioni di preparazione.

Non lavate le gabbie, le cucce o le ciotole dei vostri animali nello stesso lavandino che usate per preparare i vostri alimenti.

Tenete separate le zone destinate al nutrimento dei vostri animali  e quelle in cui siete soliti mangiare.

 

Terapia

Il bambino con diarrea non deve andare all’asilo nido o a scuola per qualche giorno

Inoltre va tenuto conto che la diarrea comporta perdita di acqua, glucosio ed elettroliti (sodio e potassio) da parte dell’organismo per cui bisogna ripristinare le perdite; occorre cioè bere abbondanti liquidi; ad es. nel lattante camomilla leggera zuccherata o una soluzione idroelettrolitica (eventualmente alternata ad 1-2 poppate nei bambini allattati al seno), spremute o brodo vegetale nel bambino più grande. Si cnsiglia dieta idrica per 12-24 ore, con esclusione del latte nei bambini più grandi.

Per il bambino più grandicello son disponibili in commercio numerose formule di integratori per la reidratazione orale, che contengono acqua, glucosio, cloruro di sodio, cloruro di potassio e bicarbonato di sodio

E’ anche possibile usare preparazioni estemporanee per la reidratazione orale, ma le preparazioni comerciali sono raccomandate perché le soluzioni fatte in casa sono esposte a rischi di errore nella preparazione.

Quando il bambino ha la diarrea, spesso ha anche un calo dell’appettito; in questi casi è meglio non cercare di convincerlo a mangiare ad ogni costo; è meglio invece incoraggiarlo ad assumere liquidi, soprattutto nelle prime ore dall’insorgenza della diarrea.

Successivamente si potrà procedere alla reintroduzione degli alimenti, sceglieno quelli più indicati e comunque rispettando il desiderio del bambino e non forzandolo ad assumere quantità eccessive

Nel bambino in età scolare si consiglia una dieta progressiva, reintrodurre cioè graduamente gli alimenti secondo la loro tollerabilità, man mano che si riduce la frequenza e il volume delle scariche diarroiche; il ritorno alla normalità avviene normalmente nell`arco di 3-5 giorni

 

Sostanzialmente nel bambino con diarrea acuta si possono identificare tre tappe per poter progressivamente ritornare alla dieta normale:

      1. Astensione totale dai cibi solidi; solo assunzione abbondante di liquidi.  Attenzione!  evitare assolutamente le bevande gassate
      2. Pasti piccoli e frequenti: riso bollito, crema di riso, carote bollite, zuppa, the, pane tostato, mele crude; banane
      3. Carne magra: pollo; pesce bollito o alla griglia; yoghurt.

 

Cibi consigliati nel bambino con diarrea

–          Riso

–          Carne di pollo o vitello

–          Pesce

–          Prosciutto magro

–          Formaggio parmiggiano

–          Patata e carota lessa

–          Pane tostato o  Grissini

–          Uova alla coque

–          Mela cruda e banana

 

Cibi sconsigliati nel bambino con diarrea

–          Latte

–          Salame

–          Carne di maiale

–          Uova fritte o sode

–          Cacao

–          Fichi

–          Fragole

–          Frutti di bosco

–          Frutta secca

Dermatite perianale

Se nel bambino che porta ancora il pannolino compare, in seguito alla diarrea, un arrossamento, sostituire momentaneamente il pannolino di plastica con uno di cotone e lavare frequentemente le parti intorno alla zona anogenitale con acqua tepida e sapone neutro.

 

Quando chiamare il medico

–          se il bambino ha meno di sei mesi

–          la diarrea è grave o prolungato,

–          la febbre è pari o superiore a 39°,

–          ci sono ripetuti episodi di vomito, o rifiuto di bere liquidi,

–          il mal di pancia è grave,

–          nella feci cè sangue o muco.

In molti casi il pediatra si limterà a raccomandare losservanza di alcun consigli dietetici e comportamentali; tuttavia, a seconda dlle circostanze e del caso clinico, potrà eventualmente prescrivere esami diagnostici (coprocultura) e una terapia adeguata: riequilibranti della flora batterica intestinale (probiotici o fermenti lattici); preparati con funzione adsorbente/anti-infiammatoria intestinale.

 

Chiamate immediatamente il pediatra se vostro figlio sembra disidratato.

Tra i sintomi della disidratazione troviamo:

–         bocca secca o appiccicosa,

–         poche lacrime o nessuna quando piange,

–         occhi che sembrano infossati,

–         fontanella che sembra infossata,

–         mancanza di urina o pannolini asciutti per 6-8 ore nei neonati (oppure solo una piccola quantità di urina di colore giallo scuro),

–        mancanza di urina per 12 ore nei bambini più grandi (oppure solo una piccola quantità di urina di colore giallo scuro),

–         pelle secca e fredda,

–         letargia o irritabilità,

–         affaticamento o capogiro nei bambini più grandi.

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LA STIPSI.

Quando un bambino può essere considerato stiptico?  Quando le feci sono secche e dure e vengono emesse meno di 3 volte la settimana con difficoltà e dolore.

 

PRIMI MESI DI VITA

Fenomeni di stitichezza, anche transitoria, possono verificarsi fin dai primi mesi di vita.

Talvolta il bambino può avere difficoltà a defecare perché non è ancora capace di rilassare lo sfintere dell’ano. Il bambino si agita e piange anche per 20-30 minuti e più volte al giorno e ovviamente questo può creare ansia nei genitori. In genere questo problema si risolve spontaneamente entro qualche mese.

Un’altra possibile causa di stitichezza nel lattante è il passaggio dal latte materno al latte formulato. Il latte artificiale modifica la composizione della flora batterica intestinale e questo può causare un aumento della consistenza delle feci con sforzo o dolore al momento dela defecazione.

Anche lo svezzamento con l’inserimento dei primi pasti solidi può causare modificazioni della frequenza e della consistenza  delle feci. A questo può contribuire anche una dieta in cui prevalgono alimenti “astringenti” (crema di riso; patate; carote; ecc) e che non preveda un’adeguata assunzione di acqua

ETA` PRESCOLARE

Il periodo dei 2-4 anni è molto delicato. Diversi fattori di carattere psicologico possono portare il bambino a trattenere volontariamente le feci.

Il bambino può trattenere le feci perché le considera parte del proprio corpo e non vuole eliminarle; o per un disagio psicologico dovuto a un’educazione anticipata e/o forzata all’uso del vasino.

Se il bambino trattiene le feci per diversi giorni, occorre aiutarlo a liberare l’intestino. Rimanendo più a lungo nel retto, le feci si seccano e diventano più dure rendendo l’espulsione difficile e dolorosa. Il bambino memorizza il dolore che ha provato durante la defecazione e trattiene ancora di più creando così un circolo vizioso; per questo è importante comprendere le cause alla base del comportamento del bambino cercando di trovare una soluzione apprpriata.

Ragadi anali ed emorroidi possono essere un’altra causa di ritenzione delle feci; per non sentire dolore durante la defecazione il bambino trattiene le feci peggiorando nettamente la stitichezza.

 

PERIODO SCOLARE

Dopo i 3 o 4 anni la stipsi è spesso dovuta a scorrette abitudini alimentari e/o alla maggiore sedentarietà. Può anche accadere che il bambino trattenga il bisogno di defecare perché impegnato nel gioco o nello studio.

Altri momenti critici possono essere i viaggi, le malattie protratte la febbre che disidrata leggermente i bambini e l’immobilità.

In tutte queste situazioni è necessario intervenire modificando gli stili alimentari e di vita. E’ sempre utile aumentare le quote di acqua e fibre con un’assunzione regolare di frutta e verdure, scoraggiare la sedentarietà favorendo il gioco libero all’aperto. E’ bene stabilire un orario regolare per defecare (meglio al mattino o dopo i pasti). Se nonostante tutto questo, si accumulassero nel  retto feci dure e dolorose da eliminare, può essere utile intervenire con uno stimolo delicato e saltuario a livello rettale.

 

SUGGERIMENTI PER UNA CORRETTA EDUCAZIONE AL VASINO

Il passaggio dal pannolino al vasino è un momento molto delicato per il bambino e per i genitori. Non esiste un’età precisa per questo cambiamento; il bambino deve essere psicologicamente e fisicamente  maturo per imparare a controllare gli sfinteri.

E’ importante anche che i genitori abbiano il tempo necessario per seguire con calma e pazienza il bambino nel suo percorso di indipendenza dal pannolino. Occorre infatti ascoltare il bambino e osservarlo mentre prende coscienza delle sensazioni del proprio corpo e del cambiamento che sta vivendo. Il bambino quindi deve essere ascoltato, incoraggiato ma mai forzato.

E’ possibile adottare degli accorgimenti che facilitino l’acquisizione all’uso del vasino:

      • Mettere comodo il bambino: i piedi devono essere appoggiati per terra e le ginocchia devono essere più alte del sederino per favorire la contrazione dei muscoli addominali. Se si utilizza il riduttore  è importante che il bambino possa appogiare i piedi su uno sgabello o una pedana,  perché le gambe non devono essere lasciate penzoloni.
      • Proporre la seduta sul vasino preferibilmente dopo i pasti in modo da sfruttare il riflesso intestinale associato al riempimento dello stomaco (riflesso gastro-colico).
      • Insegnare al bambino a non avere fretta,  evitando comunque di trattenerlo troppo a lungo (non più di 10-15 minuti).
      • Essere pazienti e incoraggiare i progressi: non mostrarsi impazienti o sconfortati in caso di insuccesso o se il piccolo sporca le mutandine (piccole perdite di feci si verificano naturalmente in caso di eccessivo riempimento del retto).

 

Bibliografia

    1. L’isola delle cacche,  M.Rita Parsi
    2. Le cacche del coniglio,  Pittau e Gervasis, editore il castoro bambini
    3. Chi la fa nel posto giusto,  Andrea Wayne Von Konigslow, editore il castoro bambini