Franco Pomiato | Influenza
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Influenza

Siti internet utili
L’influenza: contagio; prevenzione; diagnosi; terapia; quando contattare il pediatra
Vaccinazione antiinfluenzale
Aggiornamenti sull’influenza 2018-2019

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1. Siti internet utili

Per tenersi aggiornati sull’andamento dell’influenza di quest’anno si può leggere la Circolare del Ministero della Salute “Prevenzione e controllo dell’influenza”  il cui testo integrale è visitabile al sito: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_4.jsp?area=influenza

Si possono trovare informazioni utili anche nel sito della Regione Veneto  http://www.regione.veneto.it/web/sanita/influenza

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L’influenza: contagio; prevenzione; diagnosi; terapia; quando contattare il pediatra

Ci si contagia, da persona a persona, attraverso goccioline di saliva infetta che rimangono sospese nell`aria dopo uno starnuto, un colpo di tosse o anche il semplice parlare; molto importante è anche il contagio attraverso le mani.

Il contagio avviene più facilmente se più persone condividono un unico ambiente chiuso (scuola, cinema, centri commerciali, ludoteche…). L`influenza è molto contagiosa, per cui si possono verificare delle epidemie localizzate.

 

Come si previene

La prevenzione può essere maggiormente efficace se si osservano norme igieniche di base. Le persone che contraggono l`influenza sono maggiormente contagiose tra il secondo e il terzo giorno dopo l`infezione.

I bambini sono colpiti dall’influenza più frequentemente degli adulti, anche perché sono concentrati in ambienti chiusi e molto affollati (le scuole e gli asili).

La trasmissione del virus dell’influenza può avvenire per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o sternutisce; ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo una buona igiene delle mani può giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza ed è pertanto fortemente consigliato il lavaggio delle mani (in assenza di acqua si possono  usare gel alcolici)

E`  inoltre raccomandata una buona igiene respiratoria e cioè:

–  coprire la bocca e il naso quando si tossisce e si starnutisce;  utilizzare fazzoletti di carta ed eliminarli dopo l`uso;

–  l’isolamento a casa delle  persone con malattie respiratorie febbrili, specie in fase iniziale;

–  l’uso di mascherine da parte di persone con sintomi influenzali quando si trovano in ambienti sanitari

Si consiglia la disinfezione delle superfici dove il virus può essere presente. L`alcool è un agente disinfettante efficace; per incrementare la durata dell`azione disinfettante si può aggiungere all`alcool l`ammoniaca.

 

Incubazione

Dopo il contatto con una persona infetta, il virus, penetrato nell`organismo, si moltiplica senza dare disturbi significativi (fase di incubazione), la malattia si manifesta dopo 1-3 giorni.

 

Come si manifesta la malattia

La malattia inizia improvvisamente con febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, malessere, spesso c`è anche raffreddore, tosse e mal di gola, gli occhi bruciano e lacrimano, c`è fastidio per la luce. Talvolta ci sono diarrea e/o vomito. La febbre spesso scende dopo 2-3 giorni, per poi ritornare e durare anche fino a 7 giorni. Dopo i primi giorni si fanno più evidenti i sintomi respiratori; la tosse può persistere per diversi giorni.

Un senso generale di stanchezza permane anche per 2 settimane.

 

Come si cura

Non esiste una terapia specifica per l`influenza. In presenza di malessere generale e febbre sopra i 38.5° (rettale 39°) si può somministrare del paracetamolo, utile anche per alleviare i dolori, mentre è controindicata nei bambini l`aspirina.

Bisogna far bere regolarmente il bambino, anche liquidi leggermente zuccherati, non coprirlo troppo e non forzarlo a mangiare se non ha appetito.

Se necessario, il bambino può essere trasportato in un`altra casa o in ambulatorio.

L`uso di antibiotici non è indicato, a meno che non sia consigliato dal pediatra; si usano soltanto per prevenire o curare eventuali complicazioni: bronchite, polmonite, otite o sinusite

Per i bambini sani senza una storia sanitaria problematica spesso l`influenza rappresenta solo uno dei tanti episodi febbrili legati ad infezioni virali. In genere i bambini affrontano bene questa come le altre malattie con un tempo di recupero molto più veloce dell`adulto per quanto riguarda reattività, umore ed appetito.

 

Riammissione a scuola

Il bambino può tornare a scuola o all`asilo non appena si sente bene, in forze ed è sfebbrato almeno da qualche giorno.

 

Aggiornamento 1 Febbraio 2019

Continua l’impennata dell’influenza, che la scorsa settimana ha costretto a letto ben 725.000 persone, per un totale di 3,6 milioni da inizio stagione. Più lenta nell’ascesa rispetto agli anni passati e ancora non arrivata al picco di diffusione, quella di quest’anno potrebbe essere però un’epidemia particolarmente aggressiva. Sono infatti già 39 i morti e 191 i casi gravi ricoverati in terapia intensiva. A rilevare il nuovo “brusco aumento” dei contagi è il bollettino settimanale di sorveglianza epidemiologica Influnet, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Nella quarta settimana del 2019 il livello di incidenza in Italia è stato pari a circa 12 casi per mille assistiti e a essere colpiti sono soprattutto i bimbi: sotto i cinque anni, infatti, l’incidenza è stata di 37 casi per mille assistiti.

Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania e Calabria le Regioni maggiormente colpite. “Dopo un inizio a rilento – spiega Giovanni Rezza, responsabile del Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss – siamo di fronte alla terza settimana consecutiva di rapida impennata dei contagi. Quando inizieremo vedere una tendenza minore all’incremento, potremmo dire di essere alla soglia del picco epidemico”. Picco ormai vicino ma che, “diversamente dalle due precedenti stagioni sta arrivando in ritardo”. Più lenta nella sua corsa, l’influenza di quest’anno sta facendo però più vittime. Il numero dei decessi correlati al virus da inizio stagione, secondo quanto riporta il bollettino dell’Iss FluNews-Italia, è arrivato a 39, mentre 191 sono stati i ricoverate in terapia intensiva, tra cui quattro donne in gravidanza. La maggior parte di decessi e casi gravi, per lo più legati a polmoniti, si è verificato in persone over 50 anni, e l’84% dei casi risultava non vaccinato. In genere, inoltre, era presente almeno una condizione di rischio preesistente, come diabete, tumori, malattie cardiovascolari, respiratorie o obesità.

Lo scorso anno, precisa Rezza, “circolava soprattutto il virus di tipo B, che ha fatto 8 milioni di casi, ma era un virus non particolarmente aggressivo. Quest’anno circola soprattutto il tipo A, maggiormente collegato a complicanze in persone a rischio”. Per questo, conclude l’esperto, “il numero di casi gravi quest’anno potrebbe esser maggiore in proporzione al numero totale di contagiati, che secondo le stime non dovrebbero superare i 6 milioni”. L’epidemia intanto si diffonde in tutta Europa, con casi limite come in Bulgaria, dove 1.435 scuole resteranno chiuse almeno fino alla fine della settimana.

        • Se il bambino ha meno di un anno d`età e la febbre è molto alta
        • Se vi sembra che il bambino stia molto male, se non gioca o è troppo sonnolento
        • Se non riesce a bere per più di 12 ore
        • Se respira con difficoltà o troppo velocemente

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      Vaccinazione antiinfluenzale

      La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente consigliata per i bambini affetti da malattie croniche debilitanti o conviventi con familiari con queste patologie.

      La vaccinazione è comunque specifica verso i virus influenzali, ciò significa che è in grado di proteggere solo nei riguardi dell`influenza e non verso tutte le altre malattie respiratorie con o senza febbre.

      La protezione si ha dopo almeno 15 giorni dal vaccino e dura solo qualche mese.

      L`anno seguente, poiché il virus dell`influenza si modifica, si deve eventualmente ripetere la vaccinazione, con il nuovo vaccino modificato.

      Il vaccino è controindicato in caso di allergia all`uovo.

      La vaccinazione si può fare in un periodo compreso fra la metà di ottobre e la fine dicembre.

      Oggi disponiamo, oltre che di vaccini costituiti da virus intero attenuato o inattivato, anche di vaccini split, costituiti da particelle virali sottoposte a lisi, o di vaccini subunità (che contengono solo le glicoproteine che costituiscono il rivestimento esterno del virus). L`introduzione dei vaccini split e subunità ha permesso di ridurre molto gli effetti collaterali del vaccino.

       

      Soggetti a cui è raccomandata la vaccinazione

      La vaccinazione contro il virus è fortemente raccomandata per i soggetti ad alto rischio come anziani, diabetici, cardiopatici, pazienti con malattie respiratorie, neoplastiche o con deficit immunitari.

      La vaccinazione ha comunque un elevato valore sociale, dati i costi che il contagio  e la malattia  comportano: vaccinarsi per l`influenza, quindi, è, anche una forma di rispetto verso chi è più debole e vulnerabile.

      Categorie per le quali è raccomandata la vaccinazione

      1 – Soggetti di età pari o superiore a 65 anni

      2 – Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza

      • malattie croniche a carico dell`apparato respiratorio (inclusa l’asma, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO)
      • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
      • diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti) d) insufficienza renale cronica
      • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
      • tumori
      • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
      • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
      • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
      • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
      • epatopatie croniche.

    3 – Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

    4 – Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.

    5 – Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.

    6 – Medici e personale sanitario di assistenza.

    7 – Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio.

    8 – Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo.

    9 – Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani.

    La protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo l’inoculazione e perdura per un periodo di sei-otto mesi, poi tende a declinare.

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    Aggiornamenti sull’influenza 2018-2019

    Aggiornamento 3 Gennaio 2019

    La curva si sta elevando più lentamente dello scorso anno. Se continua così è presumibile che l’epidemia sarà numericamente contenuta, non paragonabile alla precedente (2017-2018)che si è conclusa con un bilancio di 8 milioni di italiani a letto. Però c’è un dato che salta agli occhi e rende l’attuale ondata di influenza altrettanto temibile e speciale. I bambini sono i più colpiti, tre volte più di genitori e nonni: undici su 1.000 se la sono presa e hanno passato con brividi e febbrone i giorni festivi. Il sistema di sorveglianza Influnet, aggiornato dall’Istituto Superiore di Sanità, mostra una situazione generale ancora tutta da scoprire e che può imboccare strade diverse. Si contano quasi 3,7 contagiati su mille, con una netta prevalenza di malati tra zero e 4 anni. Gianni Rezza, responsabile dell’epidemiologia dell’Iss, azzarda due ipotesi: «L’influenza potrebbe mantenersi a un livello basso e terminare la stagione con 5 milioni di casi. Oppure potrebbe avere un’impennata per raggiungere il picco tra fine gennaio e inizio febbraio». In ogni caso, le uniche cure davvero efficaci sono le più semplici. Riposo, idratazione, bere molta acqua, restare cinque giorni a letto ricordando che se è vera influenza ha come compagni immancabili dolori muscolari e cefalea

 

Aggiornamento 1 Marzo 2019
I dati del Sistema nazionale di sorveglianza InfluNet evidenziano che nella quinta settimana del 2019 (28 gennaio – 3 febbraio), molto probabilmente, la curva epidemica delle sindromi influenzali ha raggiunto il suo picco stagionale.
Da un primo bilancio della stagione influenzale in corso emerge che è stata caratterizzata da un periodo iniziale di bassa incidenza, che si è protratto fino alla fine di dicembre 2018, e da un intensificarsi dell’attività virale con l’inizio del nuovo anno. Infatti, nelle prime cinque settimane del 2019 l’incidenza è aumentata fino al raggiungimento del picco epidemico, con un livello pari a circa 14 casi per mille assistiti, valore che colloca la stagione a un livello di “alta intensità”.
In linea con i dati degli ultimi anni, anche questa stagione influenzale ha interessato soprattutto le età pediatriche. In particolare, emerge che l’incidenza per i bambini sotto i cinque anni ha superato quella della stagione 2017-18 (che, come mostrato in Figura, ha colpito soprattutto questa fascia di età).
Dopo due stagioni in cui abbiamo assistito a un anticipo del picco epidemico di circa quattro settimane, nel 2018-19 l’andamento dell’epidemia è tornato alla tempistica usuale (come nella maggior parte delle stagioni influenzali), con un picco tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Il livello di incidenza, dal 28 gennaio al 3 febbraio 2019, è stato pari a 13,8 casi per mille assistiti (nello stesso periodo della passata stagione influenzale il numero di casi era già in calo dopo aver raggiunto il picco quattro settimane prima, con 14,7 casi per mille assistiti).
L’influenza ha colpito tutte le Regioni italiane, anche se in modo particolare quelle del Centro e Sud. Nello specifico, dall’inizio della sorveglianza sono stati stimati 4.780.000 casi di sindrome influenzale in tutto il Paese.
Dal punto di vista virologico la stagione è caratterizzata dalla predominante circolazione dei virus di tipo A (99,7%); di questi il 57% appartiene al sottotipo A(H1N1)pdm09, il 33% al sottotipo A(H3N2) e il rimanente 10% non è stato sottotipizzato. Solo 7 virus di tipo B sono stati isolati dalla laboratori della rete InfluNet. Finora la totalità dei virus influenzali geneticamente caratterizzati è risultata simile ai ceppi contenuti nel vaccino stagionale.
Dall’inizio della sorveglianza sono stati confermati 282 casi gravi di influenza (tra cui 52 decessi), riportati al sistema di sorveglianza da 18 Regioni e Province Autonome. L’età mediana dei casi segnalati è di 61 anni (range 0-91) e il 76% ha più di 50 anni. L’80% dei casi gravi e l’85% dei decessi di influenza confermata segnalati al sistema, presentano almeno una patologia cronica preesistente. Nella maggior parte dei casi gravi è stato isolato il virus A(H1N1)pdm09 (70%). I dati relativi all’eccesso di mortalità in Italia per tutte le cause non mostrano, fino ad ora, il superamento significativo rispetto alla soglia degli attesi.