Franco Pomiato | Influenza
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Influenza

Siti internet utili
L’influenza: contagio; prevenzione; diagnosi; terapia; quando contattare il pediatra
Vaccinazione antiinfluenzale
Aggiornamenti sull’influenza 2019-2020

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1. Siti internet utili

Per tenersi aggiornati sull’andamento dell’influenza di quest’anno si può leggere la Circolare del Ministero della Salute “Prevenzione e controllo dell’influenza”  il cui testo integrale è visitabile al sito: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_4.jsp?area=influenza

Si possono trovare informazioni utili anche nel sito della Regione Veneto  http://www.regione.veneto.it/web/sanita/influenza

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L’influenza: contagio; prevenzione; diagnosi; terapia; quando contattare il pediatra

Ci si contagia, da persona a persona, attraverso goccioline di saliva infetta che rimangono sospese nell`aria dopo uno starnuto, un colpo di tosse o anche il semplice parlare; molto importante è anche il contagio attraverso le mani.

Il contagio avviene più facilmente se più persone condividono un unico ambiente chiuso (scuola, cinema, centri commerciali, ludoteche…). L`influenza è molto contagiosa, per cui si possono verificare delle epidemie localizzate.

 

Come si previene

La prevenzione può essere maggiormente efficace se si osservano norme igieniche di base. Le persone che contraggono l`influenza sono maggiormente contagiose tra il secondo e il terzo giorno dopo l`infezione.

I bambini sono colpiti dall’influenza più frequentemente degli adulti, anche perché sono concentrati in ambienti chiusi e molto affollati (le scuole e gli asili).

La trasmissione del virus dell’influenza può avvenire per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o sternutisce; ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo una buona igiene delle mani può giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza ed è pertanto fortemente consigliato il lavaggio delle mani (in assenza di acqua si possono  usare gel alcolici)

E`  inoltre raccomandata una buona igiene respiratoria e cioè:

–  coprire la bocca e il naso quando si tossisce e si starnutisce;  utilizzare fazzoletti di carta ed eliminarli dopo l`uso;

–  l’isolamento a casa delle  persone con malattie respiratorie febbrili, specie in fase iniziale;

–  l’uso di mascherine da parte di persone con sintomi influenzali quando si trovano in ambienti sanitari

Si consiglia la disinfezione delle superfici dove il virus può essere presente. L`alcool è un agente disinfettante efficace; per incrementare la durata dell`azione disinfettante si può aggiungere all`alcool l`ammoniaca.

 

Incubazione

Dopo il contatto con una persona infetta, il virus, penetrato nell`organismo, si moltiplica senza dare disturbi significativi (fase di incubazione), la malattia si manifesta dopo 1-3 giorni.

 

Come si manifesta la malattia

La malattia inizia improvvisamente con febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, malessere, spesso c`è anche raffreddore, tosse e mal di gola, gli occhi bruciano e lacrimano, c`è fastidio per la luce. Talvolta ci sono diarrea e/o vomito. La febbre spesso scende dopo 2-3 giorni, per poi ritornare e durare anche fino a 7 giorni. Dopo i primi giorni si fanno più evidenti i sintomi respiratori; la tosse può persistere per diversi giorni.

Un senso generale di stanchezza permane anche per 2 settimane.

 

Come si cura

Non esiste una terapia specifica per l`influenza. In presenza di malessere generale e febbre sopra i 38.5° (rettale 39°) si può somministrare del paracetamolo, utile anche per alleviare i dolori, mentre è controindicata nei bambini l`aspirina.

Bisogna far bere regolarmente il bambino, anche liquidi leggermente zuccherati, non coprirlo troppo e non forzarlo a mangiare se non ha appetito.

Se necessario, il bambino può essere trasportato in un`altra casa o in ambulatorio.

L`uso di antibiotici non è indicato, a meno che non sia consigliato dal pediatra; si usano soltanto per prevenire o curare eventuali complicazioni: bronchite, polmonite, otite o sinusite

Per i bambini sani senza una storia sanitaria problematica spesso l`influenza rappresenta solo uno dei tanti episodi febbrili legati ad infezioni virali. In genere i bambini affrontano bene questa come le altre malattie con un tempo di recupero molto più veloce dell`adulto per quanto riguarda reattività, umore ed appetito.

 

Riammissione a scuola

Il bambino può tornare a scuola o all`asilo non appena si sente bene, in forze ed è sfebbrato almeno da qualche giorno.

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      Vaccinazione antiinfluenzale

      La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente consigliata per i bambini affetti da malattie croniche debilitanti o conviventi con familiari con queste patologie.

      La vaccinazione è comunque specifica verso i virus influenzali, ciò significa che è in grado di proteggere solo nei riguardi dell`influenza e non verso tutte le altre malattie respiratorie con o senza febbre.

      La protezione si ha dopo almeno 15 giorni dal vaccino e dura solo qualche mese.

      L`anno seguente, poiché il virus dell`influenza si modifica, si deve eventualmente ripetere la vaccinazione, con il nuovo vaccino modificato.

      Il vaccino è controindicato in caso di allergia all`uovo.

      La vaccinazione si può fare in un periodo compreso fra la metà di ottobre e la fine dicembre.

      Oggi disponiamo, oltre che di vaccini costituiti da virus intero attenuato o inattivato, anche di vaccini split, costituiti da particelle virali sottoposte a lisi, o di vaccini subunità (che contengono solo le glicoproteine che costituiscono il rivestimento esterno del virus). L`introduzione dei vaccini split e subunità ha permesso di ridurre molto gli effetti collaterali del vaccino.

       

      Soggetti a cui è raccomandata la vaccinazione

      La vaccinazione contro il virus è fortemente raccomandata per i soggetti ad alto rischio come anziani, diabetici, cardiopatici, pazienti con malattie respiratorie, neoplastiche o con deficit immunitari.

      La vaccinazione ha comunque un elevato valore sociale, dati i costi che il contagio  e la malattia  comportano: vaccinarsi per l`influenza, quindi, è, anche una forma di rispetto verso chi è più debole e vulnerabile.

      Categorie per le quali è raccomandata la vaccinazione

      1 – Soggetti di età pari o superiore a 65 anni

      2 – Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza

      • malattie croniche a carico dell`apparato respiratorio (inclusa l’asma, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO)
      • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
      • diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti) d) insufficienza renale cronica
      • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
      • tumori
      • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
      • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
      • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
      • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
      • epatopatie croniche.

    3 – Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

    4 – Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.

    5 – Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.

    6 – Medici e personale sanitario di assistenza.

    7 – Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio.

    8 – Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo.

    9 – Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani.

    La protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo l’inoculazione e perdura per un periodo di sei-otto mesi, poi tende a declinare.

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    Aggiornamenti sull’influenza 2019-2020

 

Ultimi aggiornamenti

19/12/2019 – Stagione influenzale 2019-2020: superata la soglia base

A partire da questa settimana – e a seguito della pubblicazione della Circolare annuale del ministero della Salute (4 dicembre 2019) – il bollettino periodico Flunews-Italia si arricchisce con i dati sulle forme gravi e complicate di influenza confermata che vanno a integrare i risultati degli altri sistemi di sorveglianza dell’influenza già disponibili on line (Sismg, sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera; InfluWeb, sistema di partecipazione volontaria per il monitoraggio delle sindromi influenzali in Italia; InfluNet-Epi, sistema di sorveglianza epidemiologico delle sindromi influenzali; InfluNet-Vir, sistema di sorveglianza virologico dell’influenza). In particolare, secondo l’ultimo rapporto epidemiologico InfluNet, nella 50sima settimana del 2019, con un’incidenza totale pari a 3,4 casi per mille assistiti, è stata superata la soglia basale, evento che determina l’inizio del periodo “epidemico”. Ad essere colpiti maggiormente sono i bambini al di sotto dei 5 anni di età tra i quali si registra un’incidenza pari a 9,0 casi per mille assistiti.

Per approfondire consulta:

 

28/11/2019 – Vaccinazione antinfluenzale 2019-2020

Un gesto semplice che protegge te e chi ti sta vicino: è lo slogan scelto dai ricercatori del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità per sostenere la campagna di vaccinazione 2019-20 contro l’influenza stagionale. Vedi la pagina dedicata.

 

21/11/2019 – Influenza stagionale, al via FluNews-Italia

È online il primo numero di FluNews-Italia per la stagione influenzale 2019-2020. Il rapporto integra i risultati di differenti sistemi di sorveglianza dell’influenza: Sismg (sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera), InfluWeb (sistema di partecipazione volontaria per il monitoraggio delle sindromi influenzali in Italia), InfluNet-Epi (sistema di sorveglianza epidemiologico delle sindromi influenzali), InfluNet-Vir (sistema di sorveglianza virologico dell’influenza). La finalità è quella di fornire un quadro quanto più completo possibile sull’andamento dell’influenza nel periodo epidemico attraverso l’integrazione di diversi sistemi di sorveglianza. I dati sulle forme gravi e complicate di influenza confermata saranno pubblicati non appena disponibili.

 

7/11/2019 – On line il primo rapporto InfluNet della stagione 2019-2020

In Italia, l’attività dei virus influenzali è ai livelli di base. Nella 44sima settimana del 2019 l’incidenza totale è pari a 1,49 casi per 1000 assistiti (livello che in tutte le Regioni è sotto la soglia basale). Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 89 mila, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 243 mila casi. Al momento, non tutti i medici partecipanti alla sorveglianza InfluNet hanno reso disponibili i dati da loro raccolti. Sono i dati principali che emergono dal primo bollettino settimanale di InfluNet che presenta i risultati nazionali relativi alla sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali, elaborati dal Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. Per approfondire consulta il portale della sorveglianza InfluNet.

 

24/10/2019 – Stagione influenzale 2019-2020

È iniziata, in tutta Europa, la campagna di vaccinazione antinfluenzale stagionale, che mira ad aumentare la copertura vaccinale contro l’influenza stagionale nelle persone a rischio (almeno il 75% come obiettivo minimo e il 95% come obiettivo ottimale negli over 65enni e nei gruppi ritenuti a rischio). Parallelamente, in Italia, il 14 ottobre è iniziata la sorveglianza nazionale InfluNet, coordinata dall’ISS, che terminerà nella 17esima settimana del 2020 (domenica 26 aprile 2018), salvo ulteriori comunicazioni legate alla situazione epidemiologica nazionale. Per approfondire leggi la pagina dedicata alla stagione influenzale 2019/20.

 

26/09/2019 – Stagione influenzale 2019-20: la delibera Aifa sui vaccini e le raccomandazioni del Ministero

Il 17 settembre scorso è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Determina N. 698/2019 dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) relativa all’aggiornamento annuale dei vaccini antinfluenzali per la stagione 2019-20, autorizzati secondo procedura registrativa nazionale, di mutuo riconoscimento e decentrata. Vengono autorizzati anche i vaccini influenzali approvati secondo la procedura registrativa centralizzata coordinata dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema). La composizione dei vaccini influenzali segue infatti le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dell’Ema. Inoltre, secondo le indicazioni della Circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2019-2020” pubblicata dal ministero della Salute il 17 luglio 2019, il periodo autunnale quello più indicato per lo svolgimento delle campagne di vaccinazione antinfluenzale. La protezione indotta dal vaccino (raccomandato per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età che non hanno controindicazioni al vaccino) ha inizio circa due settimane dopo la somministrazione del vaccino e permane per un periodo di sei/otto mesi, per poi decrescere. Si sottolinea anche l’importanza di una corretta igiene personale al fine di limitare la diffusione dell’influenza. Per approfondire consulta la Determina N. 698/2019 (pdf 30 kb) dell’Aifa, il vaccini “Vaccini influenzali approvati secondo la procedura registrativa centralizzata 2019-2020” (pdf 20 kb) e la Circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2019-2020” (pdf 1,5 Mb) pubblicata dal ministero della Salute il 17 luglio 2019. Inoltre consulta le pagine di EpiCentro dedicate alla vaccinazione antinfluenzale (raccomandazioni Ministerovaccini disponibilicategorie per cui la vaccinazione è raccomandataefficacia e sicurezza del vaccino).

 

Aggiornamento 1 Febbraio 2019

Continua l’impennata dell’influenza, che la scorsa settimana ha costretto a letto ben 725.000 persone, per un totale di 3,6 milioni da inizio stagione. Più lenta nell’ascesa rispetto agli anni passati e ancora non arrivata al picco di diffusione, quella di quest’anno potrebbe essere però un’epidemia particolarmente aggressiva. Sono infatti già 39 i morti e 191 i casi gravi ricoverati in terapia intensiva. A rilevare il nuovo “brusco aumento” dei contagi è il bollettino settimanale di sorveglianza epidemiologica Influnet, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Nella quarta settimana del 2019 il livello di incidenza in Italia è stato pari a circa 12 casi per mille assistiti e a essere colpiti sono soprattutto i bimbi: sotto i cinque anni, infatti, l’incidenza è stata di 37 casi per mille assistiti.

Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania e Calabria le Regioni maggiormente colpite. “Dopo un inizio a rilento – spiega Giovanni Rezza, responsabile del Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss – siamo di fronte alla terza settimana consecutiva di rapida impennata dei contagi. Quando inizieremo vedere una tendenza minore all’incremento, potremmo dire di essere alla soglia del picco epidemico”. Picco ormai vicino ma che, “diversamente dalle due precedenti stagioni sta arrivando in ritardo”. Più lenta nella sua corsa, l’influenza di quest’anno sta facendo però più vittime. Il numero dei decessi correlati al virus da inizio stagione, secondo quanto riporta il bollettino dell’Iss FluNews-Italia, è arrivato a 39, mentre 191 sono stati i ricoverate in terapia intensiva, tra cui quattro donne in gravidanza. La maggior parte di decessi e casi gravi, per lo più legati a polmoniti, si è verificato in persone over 50 anni, e l’84% dei casi risultava non vaccinato. In genere, inoltre, era presente almeno una condizione di rischio preesistente, come diabete, tumori, malattie cardiovascolari, respiratorie o obesità.

Lo scorso anno, precisa Rezza, “circolava soprattutto il virus di tipo B, che ha fatto 8 milioni di casi, ma era un virus non particolarmente aggressivo. Quest’anno circola soprattutto il tipo A, maggiormente collegato a complicanze in persone a rischio”. Per questo, conclude l’esperto, “il numero di casi gravi quest’anno potrebbe esser maggiore in proporzione al numero totale di contagiati, che secondo le stime non dovrebbero superare i 6 milioni”. L’epidemia intanto si diffonde in tutta Europa, con casi limite come in Bulgaria, dove 1.435 scuole resteranno chiuse almeno fino alla fine della settimana.

        • Se il bambino ha meno di un anno d`età e la febbre è molto alta
        • Se vi sembra che il bambino stia molto male, se non gioca o è troppo sonnolento
        • Se non riesce a bere per più di 12 ore
        • Se respira con difficoltà o troppo velocemente